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giovedì 13 giugno 2013

quasi ci siamo. un progetto da tempo in cantiere che sta per raggiungere il termine ed essere presentato al pubblico. sono emozionato, anche se si tratta di un progetto piccolo piccolo.
Prossimamente sulla pagina www.insert-coin.it (pagina web di recensioni di videogiochi con la quale ho collaborato per diversi anni) farò presenza con un articolo riguardante la creazione della macchina da bar "martino's limited edition 2013", una ricreativa completa per due giocatori della quale mi sono occupato interamente dei disegni delle decorazioni (per chi non sapesse cos'è una ricreativa arcade...è una macchina per videogiochi anni 80-90, all'epoca presente nei bar e nelle sale giochi apposite.)  fondamentalmente l'idea alla base di questa iniziativa è la seguente: una limited edition, ogni anno, con i disegni interamente curati da me (ed anche forse un re-design del mobile, ma è ancora presto per dirlo) che NON si ripeteranno l'anno successivo né sarà possibile ottenere una macchina con quei disegni al di fuori dell'anno di produzione. una vera e propria edizione limitata.  qui sotto la macchina quasi terminata e l'art design per i laterali ispirata al videogioco "rastan"




martedì 28 maggio 2013

superata la metà di un progetto con Olivier Peru. Non ne posso parlare, ovviamente, né posso far vedere le tavole. Questa illustrazione, invece, è iniziata come uno studio sui personaggi di questo progetto ma è sfociata in uno studio più approfondito di certe tecniche. in seguito, quando avrò un briciolo di tempo, colorerò direttamente su queste matite, senza chinare... vediamo se si può realizzare qualcosa di decente.

xbox one. perché non mi interessa...

Xbox One-

Da un lato comprendo, dall'altro sono assolutamente certo che il mio "campo videoludico", cioè quell'area in cui mi muovo cercando nuovi videogiochi, si sta restringendo senza pietà.
Lo ammetto, è perchè sono un giocatore di vecchia data...io provengo da phoenix , da pacman, dai cabinati in legno e quel rumore/melodia/musichette incessante, elettronico. niente a che vedere con le orchestre sinfoniche che usano nei giochi moderni. Non che non apprezzi l'immersione nei nuovi universi che ci propongono oggi. Uncharted, Tomb raider, Skyrim....  sono assolutamente interessato ad approfondire certi temi lasciati ancora  a metà...quali un interazione maggiore con gli ambienti di gioco, ad esempio. Sono certo che troverò tutto questo nella la nuova generazione di console...a patto che abbia voglia di farlo.
Perché ci sono cose che proprio non fanno per me. cose stupide che mi fanno allontanare da una passione che fino a poco era quasi ossessiva.
xbox One mi allontana ancora di più dalla mia concezione personale di svago. non sono disposto a restare collegato alla nube sempre e comunque. non voglio per molti motivi, tra i quali che non avrei nulla. non possederei nulla. è come noleggiare un film. il giorno che il videoclub chiude, se lo hai in formato fisico, in uno scaffale a casa tua, lo puoi rivedere, se no ciccia. (infatti ci sono dei film anni 80 che ancora cerco in dvd e non trovo, mannaggia...)
I videogiochi all'usato che non si potranno utilizzare? ossia una fonte di ingressi per negozi che chiuderanno uno dopo l'altro, anche lì senza motivo. (se non quello che microsoft vuole mettere le mani sopra quella succulenta torta) io non potrei permettermi l'acquisto di soli giochi nuovi perché il costo della vita, gli stipendi, la crisi e bla bla...insomma, non si può.
un altro motivo è che non c'è bisogno di una console "un pò"più potente. la ps3 e la xbox 360 sono abbastanza potenti da fornire intrattenimento videoludico ancora per anni, sempre che le software house si degnino di innovare qualcosa a livello gameplay (per questo Nintendo viaggia sempre su altri binari...ma questa è un altra storia)
potrei andare avanti ma non importa, resto in attesa che progetti davvero interessanti come Oculus Rift vedano la luce per un pubblico di massa. quello si che è il futuro. questa è una presa in giro per fregarmi dei soldi, punto. grazie ma no grazie. ci sono sempre libri, fumetti e films...

http://www.oculusvr.com

martedì 21 maggio 2013

Capisco che  la Boxe è considerata uno sport estremamente violento. lo è. inutile girarci attorno. è violento e richiede immensi sacrifici, una vita dedicata al pugilato è spesso una vita buttata, non tutti riescono, i più hanno danni permanenti e si ritirano menomati.
perché lo fanno? perché  ancora esiste la Boxe? da un lato l'istinto atavico del gladiatore, del guerriero, è ancora lì. poco, poco tempo ci separa dalle caverne.
dall'altro, questo istinto muove delle masse, e le masse sono portafogli ambulanti, come oramai tutti dovremmo sapere. molti soldi, vite buttate... sembra una critica piuttosto negativa, no?
invece della boxe esistono altri aspetti che vorrei sottolineare.
innanzitutto non tutti i praticanti devono per forza essere dei professionisti.  la disciplina richiesta è grande, forma un carattere solido e centrato e in certi quartieri è noto che una palestra di pugilato tira fuori i ragazzi da circoli ben peggiori.
in secondo luogo, da praticante scarso di arti marziali quale sono, non posso non apprezzare l'estrema perizia che grandi professionisti raggiungono. una agilità e prontezza di riflessi che hanno del sovrumano.
Rispetto ad una corrida, dove il toro non ha scelto se fare il toro da corrida o la bistecca (non ha una grande scelta, il poveretto) i due pugili sono coscienti di quello a cui vanno incontro. ( anche lì, ci sono eccezioni, ma appunto sono eccezioni, non regole.) due uomini grandi e grossi che decidono di spaccarsi la faccia per soldi. esiste ben di peggio al mondo, se vogliamo ben vedere.
Inoltre c'è un legame profondo con il nostro io selvaggio...è inutile che mento a me stesso. sento il sangue ribollire nelle vene, i miei piedi si muovono e le spalle sussultano quando guardo un bell'incontro. (un "bell'incontro" non deve finire per forza in un lago di sangue... anzi ammiro la tecnica dei colpi e delle schivate, della guardia e della distanza . c'è una battaglia psicologica e tattica ad ogni round) c'è un lato scimmiesco di cui sono cosciente e che non rinnego affatto. il che non vuol dire che lo assecondo. ci tengo a precisare che sempre mi sforzo per essere oggi più "civile"di ieri. Penso che essere coscienti di ogni aspetto di se stessi aiuta a prendere il controllo, ad essere un tutt'uno e non lasciarsi trasportare da istinti...questo vale per tutti gli istinti, da quello della famiglia, sessuali, violenti...insomma per farla breve "conosci te stesso". (ecco, ho scoperto l'acqua calda...)
Credo però anche che come disciplina sportiva andrebbe regolata meglio e fare meno caso allo "spettacolo-soldi" e più caso alla sicurezza dei pugili. non a caso preferisco il Karate o l'Aikido che possono essere praticati senza troppe prescrizioni mediche e che nel primo caso può svilupparsi in una competizione sportiva a punteggio, non a k.o. l'aikido direttamente non ha competizione sportiva...

aggiungo un video emotivo, una sorta di riassunto degli ultimi anni... dopo 3 tentativi infruttuosi il Messicano Marquez finalmente riesce a prevalere sul Filippino Pacquiao...durante gli allenamenti (in altri video che ho visto) si vede benissimo il messicano provare il colpo che stenderà al tappeto "pac man". un colpo difficilissimo, un gancio d'incontro passando sotto il destro del opponente, portato con tutta la rotazione del busto e il peso del corpo. una tecnica sopraffina ed un colpo, haimè, devastatore.
i medici consigliano al perdente di ritirarsi a causa delle gravi lesioni prodotte dall'incontro...speriamo che Pacquiao desista, che comprenda che il suo tempo è passato che non si riduca ad un altro guantone spezzato.

http://www.youtube.com/watch?v=fgF0QncYuLQ

lunedì 20 maggio 2013

importante analisi del fumetto italiano

leggo in un blog:

In Italia Bonelli, e' abbastanza evidente, vende per la maggior parte a causa di chi ama il fumetto di bassa qualita'. Tex racconta le stesse identiche storie da millenni, Dylan Dog idem, Julia e' una delle robe piu' ridicole che ci siano in circolazione; un mix tra la signora in giallo, uno Sherlock Holmes all'ennesima potenza e Gastone: succede sempre tutto attorno a lei, e se non inciampa fortuitamente in un indizio della serie "cosi' ci riuscivo anche io" (tipo due volte su tre finisce rapita per altri motivi dall'assassino), allora traccia un profilo esatto al 100%, indirizzo di casa compreso, basandosi su cose assolutamente irrilevanti.
Bonelli e' un po' l'Harmony in termini di fumetti, storie banali, popolarissime, personaggi piatti e privi di personalita', evoluzione zero, gente che tromba ovunque, trame da soap...paragonarle ai fumetti americani o allo stesso Topolino e' un po' fuori target, andrebbero appunto verificati come dati di vendita rispetto agli Harmony o all'altra letteratura popolare statunitense.



ovviamente l'autore è anonimo. d'altronde è facile sparare a zero e criticare sopratutto senza esporsi, meno facile fare il creatore e il disegnatore di fumetti (con tanto di nome e cognome ).
Una volta avrei cercato di far comprendere che la qualità degli albi sfornati mensilmente da una casa editrice non è mai (in tutto il mondo) costante. ..che in bonelli ci sono periodi, serie, albi che valgono veramente la pena a livello artistico e/o di contenuti...che non tutte le serie e gli autori sono uguali...
adesso invece, sarà che sono vecchio, da parte mia e di tutti i miei colleghi che si piegano la schiena su un tavolo studiando, disegnando, lasciando gli occhi su uno schermo da computer a scrivere...

                                                       -MAVAFFANCULO 'VA-

sabato 11 maggio 2013

la sci fi che non tira

...tavola  di un vecchio progetto scartato. miei testi e disegni.
...ma la fantascienza, dicono, non tira. strano ci sia oblivion al cinema e nuovi star trek in arrivo. magari è la MIA fantascienza che non interessa. allora diciamolo. ma io ho la testa dura. magari non questo progetto, ma elementi dello stesso vedranno luce, prima o poi.
anche perchè l'idea centrale, il nucleo di questa storia, rimane abbastanza originale da volerla raccontare bene. e questa tavola mi risulta già vecchia rispetto a quello che sto facendo ultimamente.

martedì 7 maggio 2013

è tardi ma devo studiare. disegno, ovviamente. dovrei studiare anche il francese, perchè qui dove sono adesso, cioè in francia, lo parlano proprio tutti. io mi difendo, tra gesti delle mani, espressioni e disegnini...
guardo con rammarico le 4 pagine fatte per la dc comics(Catwoman) durante il trasloco (cioè proprio durante...lavorando con le valigie in giro e documenti da fare) e penso che non ho dato proprio il meglio di me...ma che mai lo darò con la serializzazione americana. attendo 6 pagine di sceneggiatura di judge dredd, sperando non sia stato un bluff (ma non credo, mi sembrava tutto piuttosto serio) e mi riprometto che farò mooolto meglio.
finito un Nathan Never, ne inizio un altro. nel frattempo Oracles con Olivier Peru e un altro progetto con Jean Wacquet di cui non posso rivelare niente. però a riguardo dell'ultimo Nathan (di cui ne ho fatto metà, l'altra metà disegnata da sergio Giardo e scritta da Eccher.) devo proprio dire due parole.
Non ho avuto recensioni negative sui disegni, anzi, in generale sono piaciuti. no, il problema a quanto pare, per il popolo di internet, è la storia scritta da Antonio Serra.
Può darsi che io non sia proprio obiettivo, visto che Antonio è uno dei miei migliori amici, però qui mi sa che , come al solito, il popolo italiano ama criticare tanto per farlo, che non è mai contento di nulla e che alla fine si spara giusto per sparare, giusto per il gusto di demolire qualcosa di differente. perchè il problema è che le storie di Antonio sono sempre differenti ed a volte questo basta per infastidire. ma non differenti stile finto progressista, alla Almodovar, per intenderci, dove non c'è una storia una senza una lesbica che esce da un convento dove dei travestiti fanno delle orge. no. differenti nel senso che haimè sono legate ad una forma di intendere la vita ( e quindi la narrazione e di conseguenza i fumetti) che in questo mondo di merda non ha più spazio. i lettori vogliono una coerenza estrema, soffocante e limitante in quello che dovrebbe essere un veicolo narrativo libero e privo di complessi. negli anni 60, nessuno si domandava perché  un tipo dovesse indossare una calzamaglia per combattere il crimine...adesso bisogna giustificare, quasi con vergogna, qualsiasi "ingenuità volontaria" si desideri inserire in un opera. se l'eroe ha una pistola laser, bisogna specificare che tipo di laser sia e che potenza abbia. mavaffanculocazzo, è una pistola laser, spara un raggio mortale per distruggere il cattivone di turno! e il cattivone ha la maschera della morte, e magari pure una falce, così quando si nasconde nell'ombra i suoi occhi maligni brillano nel buio . punto, che serve di più? se volete una grafic novel leggete una grafic novel, ce ne sono di bellissime e profonde... tex arriva, entra nel saloon, spara ai cattivi e salva il villaggio/fanciulla/indiani/cose varie. punto. si può girare la frittata diecimila volte e condire la frittata in mille modi diversi, ma sono sempre uova. tex, saloon, salva.
 mi ricorda di quel tipo che ad una fiera mi chiese di disegnargli un drago. io cominciai ma lui mi interruppe quasi subito dicendomi che i draghi non erano fatti così (avevo messo tre piccole corna stile triceratopo sulla testa). io, ancora con gli occhi a palla, gli chiesi se lui aveva mai visto un drago, giusto per sapere come faceva a dirmi che "i draghi non sono fatti così"...haimè mi rispose, in effetti che lui aveva visto dei draghi e che non erano fatti così... il dialogo si spense immediatamente, cosa ci parlo a fare, voglio dire. tolsi le corna e feci il classico dragone "dungeons and dragons" e lui si ritirò soddisfatto.  ecco, siamo a questi livelli. manco mi ci metto a spiegare una storia che è lineare e semplice e che anche un bambino capirebbe. perchè non l'avete capita, quindi il dialogo si ferma lì. fondamentalmente state leggendo la ricetta della zuppa di cipolle lamentandovi che non è shakspeare... siete voi che avete scelto di leggere un libro di cucina e non hamlet. che cazzo vi lamentate a fare?... e si, avete ragione, probabilmente Antonio si è scollegato dai suoi lettori... forse ha ragione a scollegarsi, visto che il mondo che lo circonda fa veramente cagare. se  Jack Kirby fosse ancora vivo vi darebbe uno schiaffo.

qui sotto, una tavola di prova di batman che feci diversi mesi fa, prima di catwoman. matite e chine.